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Leonardo Zaccariello: “Quella notte che mi nascosi sotto il suo letto!”

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di Leonardo Cecconi

Ci ha “vissuto” 4 anni assieme e in una intervista doppia che feci a Matteo nel 2008, alla domanda con chi vivi, lui mi rispose ”con la mia fidanzata, Zaccariello”. Ovviamente una risposta goliardica, ma questo per far capire quale fosse l’amicizia che era nata fra Bertolazzi e Leonardo Zaccariello. Nessuno, più di lui, può raccontare il Bertolazzi fuori e dentro il campo, durante la sua permanenza al Pistoia Basket.

Un ricordo del primo incontro con Matteo.

L’ho conosciuto nel primo anno di B1, quando lui arrivava da Forlì; al primo impatto non mi restò nemmeno molto simpatico, perchè era troppo precisino e perfettino, mentre io ero decisamente diverso. Ma non passò nemmeno una settimana, che diventò davvero un amico, non più un compagno di squadra. Infatti andai a parlare con Bulgarelli a chiedere se potevo dormire in stanza con lui, perchè mi trovavo benissimo e siamo rimasti 4 anni assieme.

Hai un ricordo particolare, fuori dal campo, accaduto in questi anni?

Teo aveva il terrore dei film horror. Io e mia moglie, al tempo la mia fidanzata, lo invitammo a venire a Prato con noi, al cinema, a vedere “L’esorcismo di Emily Rose”. Lui venne, ma se la fece letteralmente sotto, perchè aveva veramente il terrore di questi film. Quando tornammo a casa, decidemmo di fare uno scherzo; devi sapere che, appena rientrava, Teo andava in camerina, si sedeva sul letto, si toglieva le scarpe e si metteva le pantofole. Andammo a casa di corsa e ci nascondemmo sotto il letto di Bertolazzi; lui non sapeva fossimo li, perchè avevamo lasciato la macchina parcheggiata da un’altra parte. Quindi lui arriva, si toglie marsupio, giacchetto, le scarpe e appena si mette le pantofole, l’abbiamo preso per i piedi. Adesso, raccontarla cosi, non fa effetto, ma fu davvero una cosa allucinante; iniziò ad urlare, correre per la casa, terrorizzato. Negli anni successivi, l’ho raccontato a tutti, quindi mi fa piacere che tu lo scriva; ogni tanto, mi ferma qualche suo vecchio compagno di squadra e mi chiede della storia delle scarpe.

E sul parquet, com’era Matteo.

Io sono un giocatore molto sanguigno, verace, che litiga spesso. Sono stato con lui quasi 5 anni, ma sai che non ci ho mai litigato? Era difficile andargli contro, perchè non faceva mai niente di sbagliato. Era un cervellone, un po’ com’era in campo; sapeva sempre quello che doveva fare ed aveva sempre il consiglio giusto da darti. Ricordo, che quando andò via Giambene, essendo quello che era da più anni a Pistoia, Bulgarelli mi chiese di fare il capitano. Io gli dissi di non scherzare, perchè c’era Teo che era il perfetto capitano. Lui portava in campo le idee dell’allenatore, un giocatore stupendo; ho avuto la fortuna di vincere 2 campionati con lui. E’ venuto al mio matrimonio, per me era tutto; non era più un giocatore di pallacanestro, ma era un amico, lo vedevo con altri occhi. Ci siamo sentiti anche dopo l’esperienza pistoiese, abbiamo anche fatto un anno a Vigevano assieme. Ma anche quando le nostre strade professionali si sono divise, ci sentivamo e lui mi consigliava come affrontare gli avversari e dopo le partite ci raccontavamo le rispettive gare.

Il 22 giugno sarai presente vero, nonostante le eventuali finali con Scafati?

Ci sarò al 100%. L’unica problematica è legata appunto all’eventuale finale in programma il 19 giugno, perchè abbiamo degli under nella nostra categoria, che in quel periodo devono fare gli esami scolastici. Comunque è una possibilità abbastanza remota.